La Regione ha bocciato la richiesta di Inchiesta Pubblica sul Biodigestore di Taggia: gravissimo!

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Il M5S Sanremo il 27 aprile nella conferenza organizzata a Taggia dal titolo: “Perchè no al biodigestore” aveva proposto una lettera con la richiesta di Inchiesta Pubblica da inviare in Regione, la lettera era stata firmata dal Sindaco di Taggia, dal vice sindaco,  dai deputati, dai consiglieri del M5S e da numerosi cittadini presenti all’incontro.
L’inchiesta Pubblica avrebbe dovuto  esaminare lo studio di impatto ambientale, i pareri forniti dalle pubbliche amministrazioni e le osservazioni dei cittadini.
L’inchiesta pubblica avrebbe permesso un ruolo attivo dei cittadini e delle associazioni nei processi decisionali proponendo anche soluzioni alternative.
La Regione ha detto no a tutto questo! Ed è molto grave!
I Pentastellati affermano:
Quindi se è vero che l’avvio della Inchiesta Pubblica rientra nella discrezionalità della Giunta Regionale sentito il responsabile del procedimento in oggetto è altrettanto certo che la negazione della Inchiesta per la procedura di VIA sul progetto di biodigestore di Taggia non è stata motivata in modo coerente con la normativa nazionale e il regolamento regionale.
Infine la negazione della Inchiesta è stata firmata dal vice direttore Ambiente della Regione cioè da un funzionario pubblico mentre come afferma il regolamento regionale la decisione su indire e quindi anche su negare l’Inchiesta Pubblica è compito della Giunta Regionale non del dirigente. 
Insomma una scelta politica che la Giunta Regionale non ha avuto il coraggio di sottoscrivere scaricandola sul livello burocratico. “
Il giurista ambientale dottor Marco Grondacci dopo aver letto la lettera di diniego ricevuta dalla Regione afferma:
“Intanto penso che l’inchiesta pubblica sul piano regionale non è stata una inchiesta pubblica vera e propria ma si è svolta con un unico incontro in Regione e non è stato nominato neppure un comitato della Inchiesta (non rappresentando il livello locale), ne almeno tre udienze pubbliche, ne un rapporto finale come peraltro prevede il regolamento regionale recentemente approvato saccheggiando la nostra proposta di legge peraltro.
I piani di ambito e la relativa VAS non hanno avuto alcuna inchiesta pubblica ma sempre e solo osservazioni.
Ora dovrebbe essere noto agli uffici regionali che il Piano Regionale è un piano di indirizzo e di criteri di localizzazione mentre sono i piani di ambito a definire le localizzazioni e le tipologie di impianti da decidere. Sotto il profilo del coinvolgimento del territorio nella forma della Inchiesta Pubblica è quindi semmai a livello dei Piani di Ambito che andava avviata.
Ma c’è di più  l’inchiesta pubblica della VIA non fa riferimento alla pianificazione delle scelte ma ai progetti e quindi all’impatto che gli stessi producono sui siti specificamente scelti.
E’ qui che si deve cogliere il livello di consenso e di problematicità della decisione che è il motivo per cui nascono le inchieste pubbliche.
In conclusione, per ora ma ci torniamo in modo più approfondito:
1. l’unica Inchiesta Pubblica nominata come tale è stata fatta per il Piano Regionale e non è stata una vera Inchiesta come deriva dalla buone pratiche in materia, non solo ma all’epoca della approvazione del Piano Regionale non c’era ancora il regolamento regionale che è arrivato solo nell’agosto dl 2016. Se fosse stato in vigore il regolamento la consultazione del Piano Regionale (spacciata per Inchiesta Pubblica) sarebbe stata sicuramente diversa
2. non c’è stata Inchiesta Pubblica per i Piani di ambito che invece sono quelli dove si gioca la partita delle localizzazione e delle tipologie di impianti che poi è quello che interessa veramente al pubblico che partecipa alla Inchiesta che è inteso come comunità locale e non le associazioni ambientaliste. 
3. non ci sarà Inchiesta Pubblica neppure sulla valutazione della compatibilità del progetto con il sito scelto che invece sarebbe stato la fase di vero interesse della comunità locale. Non  a caso il regolamento della Inchiesta Pubblica (approvato con DGR 811/2016) afferma che: “una sempre crescente richiesta, proveniente non solo dalle associazioni ambientaliste ma anche dal privato cittadino, di avere un ruolo attivo nei processi decisori inerenti un bene – quale è l’ambiente –, dal carattere comunque finito ed in definitiva consumabile e scarso;
” E’ indiscutibile che solo a livello puntuale e progettuale (non di scelte di pianificazione regionale su area vasta) emerge il bisogno di controllo sociale attuato con la Inchiesta Pubblica. Infatti sempre il regolamento regionale sulla Inchiesta Pubblica all’articolo 5 prevede che: “Le udienze pubbliche hanno luogo presso il Comune nel cui ambito è localizzato il progetto ovvero presso quello maggiormente coinvolto”. 
Il M5S: “La decisione  di negare l’Inchiesta Pubblica è quindi stata una scelta politica, uno schiaffo al territorio, e al Sindaco del Comune di Taggia che l’aveva richiesta. Ancora una volta viene impedito ai cittadini e alle associazioni  un ruolo attivo nei processi decisionali: il tutto è molto grave!
M5S Sanremo

 

Proposta istituzione cimitero per animali di affezione a Sanremo

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Gli animali di compagnia sono compagni insostituibili  per tutti, di gioco per bimbi, di compagnia per anziani o persone sole, di pet therapy per chi vive un momento di grande difficoltà e si consolida nel tempo un forte legame sul piano emotivo. 

Quando gli amici a quattro zampe vengono purtroppo a  mancare c’è il desiderio di offrire un luogo dignitoso dove poterlo ricordare nel tempo. 

Nel Comune di Sanremo non risulta esistere un’ idonea struttura ossia un apposito luogo dove poter inumare il proprio animale 

Premesso che la Regione Liguria intende favorire l’istituzione dei cimiteri per animali di affezione ed ha disciplinato le modalità e dettato i criteri per la loro realizzazione e il funzionamento. 

E’ stata approvata la Legge regionale 22 dicembre 2015 n. 22 istitutiva dei cimiteri per animali d’affezione, consentendo così ai Comuni competenti per territorio di procedere con l’autorizzazione.

Il M5S Sanremo, con questo O.d.G. propone di mettere in atto la Legge Regionale, individuando un luogo idoneo, coinvolgendo le locali associazioni di volontariato che operano in difesa degli animali domestici per dare concretezza al progetto. 

Di predisporre tutte le verifiche per la realizzazione di un cimitero degli animali secondo le leggi e i regolamenti vigenti in materia. 

M5S Sanremo

Perchè NO al Biodigestore – incontro pubblico

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Il M5S Sanremo rende nota la  lettera che verrà presentata venerdì 27 aprile all’incontro “Perchè no al biodigestore” a Taggia a Villa Boselli alle ore 21.
Nella lettera si chiede alla Regione l’ avvio  di Inchiesta Pubblica per la VIA del progetto del Biodigestore. Verrà chiesto al Sindaco di Taggia Mario Conio (che sarà presente all’incontro) di aderire come primo firmatario della richiesta.  Tutti i cittadini che lo vorranno potranno sottoscriverla.
L’Inchiesta Pubblica può essere richiesta alla Regione quando i progetti hanno rilevanza e significatività sotto il profilo industriale, economico e che possono produrre impatti significativi negativi, come in questo caso.
L’inchiesta Pubblica esaminerà lo studio di impatto ambientale, i pareri forniti dalle pubbliche amministrazioni e le osservazioni dei cittadini.
Quindi, ci sarà un ruolo attivo dei cittadini e delle associazioni nei processi decisionali proponendo anche soluzioni alternative.
L’Inchiesta Pubblica si articola in udienze sempre pubbliche presso il Comune nel cui ambito è localizzato il progetto, in questo caso Taggia. Di norma, c’è un’udienza illustrativa e successivamente udienze in cui vengono formulate le osservazioni e/o eventuali proposte.
Il presidente dell’Inchiesta Pubblica nominerà un segretario che redigerà un verbale di ogni udienza e verranno pubblicati online sul sito di riferimento.
Lo svolgimento dell’inchiesta pubblica non comporterà interruzioni o sospensioni dei termini per l’istruttoria del progetto sottoposto a VIA.
Il Presidente redigerà un rapporto finale che conterrà:
– una sintesi dei principali argomenti trattati, le osservazioni formulate e le eventuali proposte presentate.
– i verbali delle udienze pubbliche, con la lista dei partecipanti
– una relazione del Presidente contenente il giudizio sui risultati dell’inchiesta pubblica, nonché varianti progettuali, indirizzi e prescrizioni ai fini della conclusione del procedimento di valutazione dell’impatto ambientale.
Nell’incontro del 27 aprile  verranno presentate anche le osservazioni che il M5S Sanremo presenterà in Regione relative alla V.I.A (Valutazione di impatto ambientale) inerenti sempre il Biodigestore, si parlerà dell’impatto sulla salute e le soluzioni alternative all’impianto.
Relatori dell’incontro:
Marco Grondacci giurista ambientale, i parlamentari del M5S Leda Volpi e Matteo Mantero,
la consigliera regionale del M5S  Alice Salvatore.
M5S Sanremo

Regolamento artisti di strada: silenzio assoluto da parte dell’amministrazione, perché?

Il Presidente FNAS (Federazione nazionale arte di strada) Giuseppe Boron scrive una e.mail al M5S Sanremo, questo il testo:
“Dopo il Festival abbiamo inutilmente scritto sia al Sindaco che all’Assessore di competenza per sollecitare un incontro. Nessuna risposta. Si è passati dall’emergenza al dimenticatoio. A novembre comunque il TAR si esprimerà nel merito, un’amministrazione corretta avrebbe risposto e mantenuto le promesse di incontri fatte durante il festival. Voi siete stati gli unici a opporvi a questo regolamento fin dall’inizio e a sostenerci nella protesta, vi chiediamo perciò, se credete opportuno, di intervenire in Consiglio Comunale per chiedere ragione di questo silenzio. Un cordiale saluto in attesa di vostre novità.
Presidente FNAS
Giuseppe Boron”
I pentastellati affermano:
“Ci spiace molto apprendere dal Presidente Boron che i rapporti tra il  Comune e la FNAS si siano bruscamente interrotti.
Per quanto tempo ancora l’amministrazione vuole continuare in questo braccio di ferro nel mantenere quell’articolo nel regolamento che ha portato solo danni d’immagine alla città?
Il T.A.R. Liguria, considerata la gravità dei fatti, in data 27 gennaio ha accolto l’istanza cautelare ed ha sospeso con effetto immediato l’esecuzione del regolamento nella parte in cui subordina l’utilizzo degli strumenti musicali a corda, con amplificazione, al possesso dei seguenti requisiti: diploma di conservatorio o previo superamento di almeno 3 esami, oppure, in alternativa, iscrizione alla SIAE come autore.
Una prima vittoria per la Fnas a cui ha fatto seguito una seconda perché il Tar
il 28 febbraio  ha confermato la sospensiva parziale del regolamento,
vista la sussistenza dell’illegittimità del regolamento e ritenendo il danno agli artisti grave.
Subito dopo il pronunciamento del TAR la FNAS ha sollecitato un incontro con il Comune di Sanremo ma non ha ricevuto alcuna risposta.
Perché questo silenzio?
In questo caso almeno una risposta in merito poteva essere data anche se negativa.
Il M5S crede che ormai sia  chiaro che quell’articolo del regolamento debba essere modificato e a nostro parere  occorrerebbe organizzare al più presto un incontro di fattiva collaborazione con la FNAS nell’ambito della terza Commissione Consiliare.
Iniziare un dialogo costruttivo, tenendo in considerazione sia le esigenze dei cittadini che quelle degli artisti. Il M5S Sanremo chiede una risposta ufficiale da parte del Comune, convinto che il silenzio non porti a nulla mentre la collaborazione e il confronto invece siano sempre basilari per trovare una soluzione condivisa.
M5S Sanremo