M5S Sanremo e l’indagine epidemiologica

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Il M5S Sanremo dopo diversi esposti in Procura ed interrogazioni in Consiglio Comunale  inerenti l’indagine epidemiologica con la richiesta di renderla pubblica mediante un incontro aperto alla cittadinanza, conferma che il Sindaco di Sanremo ha inviato a tutti i capogruppo in Consiglio Comunale la suddetta indagine.
Il Primo Cittadino nella lettera  che accompagna l’indagine epidemiologica ricorda a tutti, come  ammonisce il Direttore Sanitario della ASL,  che si tratta di dati sensibili e preliminari per cui invita a farne uso responsabile.
Cosa significa farne uso responsabile?
Quello che il M5S Sanremo chiedeva era un incontro pubblico con l’illustrazione dell’indagine epidemiologica, priva di dati sensibili, davanti ai medici, cittadini ed ai loro tecnici di fiducia, dal momento che si tratta di Diritto alla salute.
Il M5S ricorda che il 22 marzo scorso la stessa indagine era stata illustrata in Provincia a porte chiuse ad un ristretto numero di persone tra cui anche la Ditta Idroedil che gestisce la discarica, questo significa che anche loro hanno avuto ‘i dati sensibili’ e per il M5S Sanremo questo è inconcepibile e grave. Anche a loro è stato detto di farne un uso responsabile?
E’ da metà degli anni 70 che a Collette Ozotto ci sono le discariche e dall’inizio dell’attività ad oggi
la stima che è stata fatta è quella di aver abbancato 1.240.000 m3 di RSU e da allora non era mai stata fatta un’indagine epidemiologica e solo grazie alla pressione degli abitanti, dei cittadini, delle associazioni che è partita finalmente questa indagine e quindi perché non si vuole renderla pubblica anche a loro?
L’uso responsabile del M5S Sanremo sarà  quello di inviare immediatamente all’avvocato, al giurista ambientale che ci segue e anche all’epidemiologo l’indagine epidemiologica per avere il loro parere che sicuramente renderemo pubblico.
Il M5S Sanremo ritorna a  chiedere  al Sindaco di Sanremo di indire una riunione pubblica con l’illustrazione chiara e la sintesi dei risultati dell’indagine epidemiologica che deve essere assolutamente trasparente dal momento che il Diritto alla salute è costituzionalmente garantito.
Il M5S Sanremo  per i 6 lotti di discarica della zona Collette Ozotto continua  ad attendere un vera e propria Valutazione integrata di impatto ambientale e sanitario (VIIAS) come ormai previsto dalla più recente normativa in materia di VIA  VAS e AIA. 
 VIIAS che deve avere le seguenti finalità:
 – una valutazione della rilevanza sanitaria delle emissioni dell’impianto
 –  una valutazione dello stato sanitario della popolazione interessata
–  una valutazione della evoluzione del contesto urbanistico interessato dall’impianto
 – una valutazione dei rischi di incidenti rilevanti dall’impianto
M5S Sanremo

Il M5S Sanremo commenta il monitoraggio ambientale presentato dal Sindaco di Taggia

13327446_1784847748416300_6054352999805300152_n-1Nel merito dello studio il Sindaco di Taggia nella sua conferenza stampa di presentazione afferma: “Sono stati fatti prelievi ed è stata fatta ricerca in due punti, in zona Villetta e zona Tuvi, dove sono state valutate le matrici ambientali, aria, acqua e terreno.”

Il M5S Sanremo commenta: “Questo dimostra che non siamo di fronte ad una indagine epidemiologica ma ad un classico monitoraggio ambientale sul livello di dispersione degli inquinanti nella zona. Infatti una cosa sono il livello di inquinanti rilevato rispetto ai limiti di legge, altra cosa è l’impatto sulla salute che questi producono. Insomma si confonde un sistema di sorveglianza degli inquinanti da un sistema di monitoraggio di potenziali effetti avversi sulla salute.
Premesso che come dovrebbe essere noto almeno al Sindaco e ai suoi funzionari la prevenzione sull’impatto sanitario di impianti come quello di una discarica deve essere affrontata soprattutto prima delle autorizzazioni.
Lo prevede la procedura di VIA e lo prevede la procedura di AIA, anzi quest’ultima prevede che obbligatoriamente il Sindaco territorialmente interessato emetta un parere sanitario al fine di dimostrare appunto la compatibilità sanitaria dell’impianto e indicare prescrizioni in questo senso da inserire nell’AIA o addirittura da costituire presupposto per il mancato rilascio dell’AIA come confermata dalla sentenza TAR Lazio sezione latina n.819 del 2009.
Tutto questo non solo e non tanto per un fatto formale ma per rispondere alle finalità concrete delle procedure di AIA e VIA che sono caratterizzate proprio dal principio della prevenzione del rischio ambientale e sanitario. Ovviamente questo obbligo di legge è stato violato sia dal Sindaco di Taggia che da quello di Sanremo nel caso del nuovo lotto 6.
Come insegna la epidemiologia il legame dose e’ la risposta negli impatti sulla salute di sostanze inquinanti è individuale ma soprattutto tende ad abbassarsi (aumentando esponenzialmente il rischio per la popolazione) se i nuovi inquinanti (anche in dosi più limitate) vanno ad accumularsi a quanto già esiste e nel caso del Lotto 6 stiamo parlando di altre 5 discariche mai completamente bonificate e soprattutto mai gestite con procedure post mortem ex lege, intervenute successivamente alla loro coltivazione.
A conferma della totale confusione comunicativa del Sindaco si veda la seguente frase da lui pronunciata nella conferenza stampa: “Stiamo facendo monitoraggio soggettivo su impatto odorigeno del Lotto 6 in quanto quando è entrato in funzione l’indagine era conclusa. Certo la qualità della vita sarà compromessa ma non c’è un danno alla salute delle persone”
Il Sindaco dovrebbe spiegare dove sta la differenza tra compromissione della qualità della vita e danno alla salute. “Se non è in grado glielo spieghiamo noi” come afferma il dottor Marco Grondacci giurista ambientale consulente del M5S Sanremo per il lotto 6.
Il giurista afferma: “nell’area interessata dalle 6 discariche persistono gli odori che di per se stessi e a prescindere dal livello degli inquinanti che sono legati ad essi, producono sia una compromissione della qualità della vita che un danno alla salute.
Infatti L’Arpat Toscana (vedi qui) afferma che :
“ la percezione del disagio è esclusivamente di natura personale e può anche diventare una componente di sofferenza psicologica. Una possibile riflessione generale, potrebbe portare a pensare che una prolungata esposizione ad un disturbo, può provocare una sensibilizzazione nella popolazione esposta, generando anche importanti stati d’ansia, che a lungo andare, scalzano il problema stesso, diventando la principale fonte di disturbo. Il tempestivo intervento è quindi da auspicare per contenere questa possibile risposta ansiogena, limitando la deriva e contendo così il problema all’origine.
Uno studio recentissimo commissionato dalla Regione Veneto e Provincia di Rovigo (luglio 2014, vedi QUI) ha dimostrato che la percezione dell’odore da parte degli esseri umani avviene a soglie di concentrazione nettamente più basse di quelle previste dai limiti delle autorizzazioni alle emissioni.
Il Manuale APAT (ora ISPRA, l’istituto scientifico che supporta il Ministero dell’Ambiente ma anche le Arpa regionali come la nostra Arpal), vedi QUI‐ nelle sue conclusioni fornisce affermazioni emblematiche ( e siamo nel 2003!):
“…la presenza di cattivi odori altera l’equilibrio psicofisico della persona, producendo uno stato di malessere tale da condizionarne il comportamento.Il primo effetto nocivo riscontrabile è pertanto collegato alla sensazione odorosa sgradevole che può altresì provocare delle attività riflesse a livello gastrico, salivare, cutaneo” (pagina 38 del Manuale APAT).
Insomma anche per gli odori occorreva una analisi seria sul pregresso che non è stata minimamente presa in considerazione. Tenuto peraltro conto che come dimostrano i contenziosi anche in Liguria (vedi il caso dell’impianto di Vezzano Ligure alla Spezia) anche per gli impianti più recenti che rispettano le normative più rigorose sull’impatto delle emissioni odorigene continuano a permanere enormi problemi per la popolazione residente.
Peraltro tornando allo studio presentato dal Sindaco di Taggia si fa riferimento, in relazione ai limiti di emissioni odorigene, alla delibera della Regione Lombardia citando il limite di 300 unità odometriche per gli impianti di rifiuti. In realtà questo limite è stato fissato da una delibera del 2003 ma ormai quasi sempre si impone il limite assoluto di 200 unità odometriche.
Più interessante invece sono le linee guida della Regione Lombardia del 2012, in questa parte non utilizzate dallo studio, che richiedono la redazione di mappe di impatto dove devono essere riportati i valori di concentrazione orarie di picco di odore ( non le medie dei valori massimi di 200 unità odometriche) al 98° percentile su base annuale, così come risultanti dalla simulazione, a 1, 3 e 5 unità odometriche per metro cubo di aria. Si tenga presente, afferma la Regione Lombardia, che a 5 unità odometriche il 90-95% delle popolazione percepisce l’odore.
Si riporta il ragionamento sulla importazione della percezione al di la di limiti astratti di legge poco efficaci per misura la qualità della vita dei residenti colpiti dalle emissioni odorigene.
“Concludo – afferma il dottor Marco Grondacci, – riprendendo un’altra frase del Sindaco in relazione allo studio presentato: “Chi si mette contro questo tipo di ricerca si mette contro la ricerca”.
In realtà possiamo tranquillamente affermare che non lo studio in discussione (che come monitoraggio ambientale ma non sanitario è stato svolto sufficiente bene) ma il Sindaco stesso si è messo, con le sue dichiarazioni, contro la ricerca, quella ben più autorevole e consolidata che abbiamo citato in questo nostro comunicato.
Insomma, per i 6 lotti di discarica della zona Collette Ozotto continuiamo ad attendere un vera e propria Valutazione integrata di impatto ambientale e sanitario (VIIAS)come ormai previsto dalla più recente normativa in materia di VIA VAS e AIA.
VIIAS che deve avere le seguenti finalità:
a) una valutazione della rilevanza sanitaria delle emissioni dell’impianto
b) una valutazione dello stato sanitario della popolazione interessata
c) una valutazione della evoluzione del contesto urbanistico interessato dall’impianto
d) una valutazione dei rischi di incidenti rilevanti dall’impianto.”
Inoltre il M5S Sanremo e la cittadinanza stanno ancora aspettando che vengano resi noti i risultati dell’indagine epidemiologia iniziata nel 2014, illustrata a porte chiuse a marzo 2016 in Provincia e da allora, nonostante le numerose interrogazioni del M5S, mai resi pubblici.
M5S Sanremo

Vittoria! E’ passata la ns. mozione: “Adotta un’aiuola!”

Ne siamo molto ma molto felici!!!! Evviva 
Abbiamo presentato 14 mozioni: 4 le hanno bocciate, 2 sono congelate,  le altre 7 devono ancora approdare in Commissione Consiliare ma UNA e’ passata ed è una bellissima iniziativa da condividere con tutti per migliorare la nostra città. 
Il progetto Adotta un’Aiuola  sarà sicuramente un grande risparmio per l’amministrazione e quindi anche per la collettività ma soprattutto un gesto concreto di partecipazione che permetterà alla comunità di intervenire, da protagonista attiva, sulla gestione dei beni comuni, la valorizzazione del patrimonio pubblico e il decoro delle aree verdi del territorio della nostra città.

Quindi, si continua, sempre con maggiore determinazione ed entusiasmo

Consiglio Comunale a Sanremo: “Bussana Vecchia patrimonio da tutelare”

8 novembre 2016
Questo il video con il ns.O.d.G. presentato su ” Bussana Vecchia: patrimonio da tutelare.” Un Consiglio Comunale molto importante! Ora, non potranno più tornare indietro: il primo passo per l’acquisizione del Borgo è stato fatto. La lettera è partita e abbiamo chiesto al Sindaco di leggerla in Consiglio Comunale, così è stata messa agli atti.
Nel video c’è anche l’intervento del Primo Cittadino.
Unanimità nel voler salvare questa splendida realtà. Bene, molto bene!
Un grande ringraziamento agli abitanti che hanno salvato un luogo distrutto dal terremoto e l’hanno reso magico e che non hanno mai smesso di lottare.
Bravissimi!!!! 

Nostra mozione “Adotta un’aiuola” passata all’unanimità!!!!

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La ns. mozione “Adotta un’aiuola” è passata all’unanimità in Consiglio Comunale. Una splendida notizia!

E’ una mozione che nasce con l’intento di far partecipare i cittadini alla cura della propria città, salvaguardando e migliorando la qualità del verde pubblico con l’affidamento senza fini di lucro di aiuole e di spazi a verde pubblico.

Questo per permettere anche al Comune di ridurre i costi della gestione migliorando il decoro di tutta la città. 
Questa mozione è stata presentata dal M5S il 18 novembre del 2014 quindi due anni fa. Era poi seguita una relazione in cui erano state individuate le aiuole, parti di giardini e fioriere disponibili per essere affidati a una manutenzione promozionale da parte di cittadini, condomini, associazioni, soggetti pubblici e privati che ne facessero richiesta. 
Chi adotterà un’aiuola avrà inoltre la facoltà di pubblicizzare la propria adozione tramite la collocazione di un cartello informativo posizionato nello spazio adottato. Questo cartello, con dimensioni decise dall’amministrazione, riporterà il logo del Comune e la dicitura: “Il verde di questa aiuola è curato da….”.

In questa maniera Sanremo tornerà, grazie all’aiuto e alla collaborazione di tutti, ad essere la città dei fiori.

M5S Sanremo