Degrado sulla pista ciclabile, chiediamo al Comune immediato intervento

Il M5S Sanremo chiede al Comune di esigere da Area 24 la messa in sicurezza immediata del tratto della pista ciclabile di fronte ai Bagni Azzurri, Strada tre ponti.

Il tracciato, di circa una trentina di metri, è privo di parapetto che possa impedire cadute, da un’altezza di oltre tre metri sulla strada sottostante, di ciclisti o pedoni che transitano sulla ciclabile.
La pista ciclabile ha bisogno di continua manutenzione del tracciato e non può essere lasciata nel degrado, con il rischio di gravi incidenti come nel tratto privo di protezioni. Il M5S chiede al Comune intervento immediato per la messa in sicurezza.

Frana in zona ex Cava Bianchi, cosa aspetta il Comune ad intervenire?

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Il M5S Sanremo ha presentato interrogazione urgente a risposta scritta inerente un movimento franoso iniziato alla fine del 2013 e tuttora in evoluzione nella zona ex Cava Bianchi e quindi potenzialmente pericoloso se dovessero iniziare forti piogge.

In data 17 marzo 2014 gli abitanti di Via Cascine Lunarie inviavano esposto al Comune, alla Prefettura, all’Amaie e alla Telecom segnalando un movimento franoso, nella zona ex Cava Bianchi, che coinvolgeva un’area di circa 1.600 mq.
Il Comune ha fatto diversi sopralluoghi  e in data 3 aprile 2014 invitava i proprietari dei terreni coinvolti dalla frana ad eseguire attività finalizzate alla ricerca delle cause della frana.
Nel 2016 a seguito di confronto delle carte aerofotogrammetrie dell’area si notava che nel mappale n. 163 fra gli anni 1979 e gli anni 1989 era stata abbarcata una rilevante quantità di terra, forse è stata interrata una sorgente del Comune?
In data 17 maggio 2017 il Vice Prefetto scriveva in Comune chiedendo riscontro urgente alla nota datata 24 ottobre 2016 e sollecitata l’8 febbraio 2017 dove chiedeva se fossero stati adottati efficaci provvedimenti volti ad evitare l’aggravarsi del movimento franoso.
Nessun ha risposto al Prefetto ed intanto la frana è tuttora in evoluzione.
Nell’interrogazione urgente il M5S Sanremo chiede da cosa sia stato causato questo dissesto idrogeologico, forse dalla copertura di una sorgente del Comune? E chi è il responsabile di tutto questo?
Il M5S Sanremo chiede un intervento immediato da parte del Comune per evitare problemi per la pubblica incolumità.
M5S Sanremo

La verità sulla strada comunale sepolta e non solo!

UN NUOVO SCANDALO SCOPERTO DAL M5S, COSTRINGE L’AMMINISTRAZIONE AD INTERVENIRE!

E ancora una volta avevamo ragione e con il ns. fiato sul collo costringiamo l’amministrazione ad agire!
Il M5S Sanremo, il 12 aprile, ha presentato un’interrogazione urgente in Consiglio Comunale per comprendere chi avesse ricoperto di terra e reso inagibile la strada comunale denominata Braie che, da sopra le attuali Carceri di Via Armea, attraversava in verticale tutta la zona di quello che oggi è divenuto un piazzale in località Ciuvin.
Si domandava, nell’interrogazione, se fossero state date delle autorizzazioni per cancellare quella strada comunale assolutamente utile per i residenti, residenti che ora sono costretti ad utilizzare un’altra strada che non è in grado di garantire i limiti minimi di sicurezza.
Il M5S chiedeva inoltre di ripristinare al più presto la strada comunale che riporterebbe in sicurezza il transito dei veicoli.
Dalla risposta ottenuta in Consiglio Comunale si evince che Nella vicenda emergono situazioni inquietanti anche e soprattutto sotto il profilo amministrativo e del rispetto della legalità.
Il M5S Sanremo si è rivolto al Dottor Marco Grondacci, giurista ambientale, che ha preparato il seguente parere in merito:
“La prima questione è quella dell’accumulo delle terre e rocce di scavo prima causa della interruzione di una strada comunale quindi pubblica.
Il fatto che, come si afferma nella risposta della Amministrazione Comunale all’interrogazione del M5S Sanremo, ci siano state ordinanze che ne hanno imposto lo stoccaggio non appare sufficiente e coerente con la normativa vigente all’epoca di dette ordinanze ma soprattutto con quella attuale.
All’epoca delle ordinanza era già in vigore la normativa sui rifiuti che classificava le terre e rocce di scavo come rifiuti quindi per anni si è permessa una discarica abusiva in zona pubblica.
Più recentemente la normativa sulle terre e rocce di scavo è cambiato de classificandola (a certe condizioni) dalla definizione di rifiuto. Ma il fatto che non siano più rifiuti non significa che possano essere stoccati all’infinito tanto più in un area pubblica interrompendo la viabilità pubblica. Infatti lo stoccaggio è strettamente legato al Piano di Utilizzo che ovviamente nel caso in esame non è mai stato presentato. Se non c’è utilizzo e piano di utilizzo allora le terre e rocce di scavo tornano ad essere classificate come rifiuti.
Quindi nel caso in esame siamo di fronte ad una discarica abusiva reiterata nel tempo. Si tratta di un reato sanzionato dall’articolo 256 del Codice dell’Ambiente, ma visto il perdurare dello stoccaggio si potrebbero ipotizzare reati ambientali anche più gravi come
quello di inquinamento senza considerare il comportamento omissivo di chi avrebbe dovuto verificare quanto sopra esposto.
Relativamente alla occupazione abusiva della strada pubblica occorre dire che il Sindaco con ordinanza può ordinare il ripristino dell’accesso pubblico e comunque detta occupazione è reato ai sensi dell’articolo 633 del codice penale.
Senza considerare che per i depositi come quello in esame il codice della strada (articolo 21) chiede che vengano autorizzati esplicitamente dalle autorità competenti ma soprattutto che questo deposito garantisca comunque la fluidità del traffico mentre nel caso in esame per anni i cittadini interessati sono stati costretti ad usare una viabilità alternativa molto disagevole e pericolosa.
Il dottor Marco Grondacci conclude affermando – Quello sopra descritto è il reale quadro giuridico amministrativo in cui deve essere collocato il caso in esame e non pare che tutto questo sia stato fino ad ora tenuto nella dovuta considerazione dalla stessa Amministrazione Comunale sia presente che, soprattutto, passate. “
Ora, l’amministrazione, finalmente è costretta ad agire e questo grazie alla continua pressione del M5S Sanremo!
M5S SANREMO

Una vergogna che continua: la pista ciclabile al buio!

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Il M5S Sanremo ha presentato interrogazione urgente per avere spiegazioni sul perché non si intervenga con Area 24 per esigere  che venga illuminata la pista ciclabile nel tratto Sud/Est fino oltre i Tre Ponti.
E’ una vergogna che si protrae da diversi mesi e l’immobilismo di questa amministrazione è inammissibile.
Non c’è nemmeno un cartello sulla pista ciclabile che avvisi della mancanza di illuminazione, è lasciato tutto al caso.
Nel mese di agosto alla sera la pista ciclabile è frequentata e c’è sempre il rischio, a causa del buio, che qualcuno si faccia veramente male. Evidentemente la sicurezza dei cittadini non è una priorità per questa amministrazione.
M5S Sanremo

I politici sanremesi (maggioranza e opposizione) che fanno parte della Massoneria lo dichiarino

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Il M5S Sanremo il 24 giugno scorso aveva lanciato un sondaggio online  dal titolo: “Politici Sanremesi e Massoneria” con due  domande, la prima:
“Pensi che appartenere alla massoneria sia incompatibile con incarichi elettivi e di giunta nell’amministrazione comunale?”
Il 77,6 %, di chi aveva partecipato al sondaggio,  aveva risposto di sì.
La seconda domanda del sondaggio era la seguente:
“I politici del Comune di Sanremo dovrebbero dichiarare se fanno parte della massoneria e rendere pubblici i loro nomi?”
L’80,6% aveva risposto affermativamente.
Oggi, sui giornali, si legge che due dipendenti comunali sono stati sospesi per non aver dichiarato di essere affiliati ad una loggia.
Il M5S Sanremo chiede che anche agli amministratori pubblici venga richiesto di comunicare la loro appartenenza a logge massoniche.
A chi viene eletto, nel Comune di Sanremo, in nome della trasparenza viene richiesto di rendere pubblico la situazione patrimoniale, il curriculum e se ha incarichi presso enti pubblici o privati, perché non dovrebbe dichiarare se fa parte della Massoneria?
Nel MoVimento 5 Stelle nei requisiti richiesti per la candidatura c’è anche quello di non essere iscritto ad associazioni massoniche, quindi è evidente che i consiglieri comunali del M5S Sanremo, Arrigoni e Balestra, non fanno parte di nessuna loggia massonica. Gli altri?
La massima trasparenza deve essere richiesta a tutti, soprattutto agli amministratori pubblici.
Chi fa parte della Massoneria lo dichiari
M5S Sanremo