Presentata in Comune la mozione guard-rail salva motociclisti

I guard-rail rappresentano un pericolo mortale per chi viaggi su due ruote. La soluzione tecnica c’è già
movimento 5 stelle sanremo - guard-rail-moto

Molte lesioni permanenti e molti decessi in seguito a cadute con motocicli sono imputabili alle infrastrutture stradali inadeguate, soprattutto le barriere di sicurezza, più che all’impatto dei motocicli con il suolo o con un altro ostacolo.

I guard-rail sono progettati per contenere automobili e camion in caso di urto, ma non tengono in considerazione la presenza dei motociclisti e dei ciclisti;

In caso di impatto con lo sfortunato motociclista i guard-rail” sono causa di morte o mutilazione; l’urto diretto contro la struttura portante della barriera (barriere in acciaio), costituisce la maggior fonte di pericolo per un motociclista durante una caduta.

Il problema è risolvibile attraverso il posizionamento nell’estremità inferiore del guard-rail”della barriera “salva motociclista”

Il M5S nella mozione chiede:

  • di organizzare incontri con i rappresentanti delle principali associazioni e moto club per individuare i tratti di strada più critici sul territorio comunale dove risulta necessaria una protezione e per mettere in sicurezza, fin da subito, anche con soluzioni a basso costo che prevedano l’installazione di attenuatori d’urto sui guard-rail già esistenti.
  • di utilizzare una parte dei proventi delle contravvenzioni che devono essere investiti per la sicurezza stradale, per l’acquisto di questo tipo di guard-rail che salvaguardano motociclisti e ciclisti, e successiva installazione nei tratti stradali di competenza comunale.
  • di dare attuazione alla legge n. 120 del 29 luglio 2010 prevedendo che i decreti attuativi garantiscano una quota parte dei fondi da destinarsi all’adeguamento di guard-rail a prova di motocicli almeno nei tratti stradali più a rischio.

Ricordiamo inoltre che è stato approvato in commissione Trasporti alla Camera il provvedimento del Movimento 5 Stelle, che chiede al governo di affrontare il problema delle barriere stradali che non tutelano la sicurezza dei motociclisti.

Movimento 5 Stelle Sanremo

12 mozioni del M5S Sanremo bloccate da un anno

A questo punto è lecito pensare che sia in atto un forte boicottaggio nei confronti del nostro lavoro

M5S Sanremo - 12 mozioni bloccate da 1 anno

Il M5S Sanremo ha presentato 12 mozioni che sarebbero dovute passare nelle Commissioni Consiliari per poi approdare in Consiglio Comunale per essere discusse e votate, ma nessuna di queste è ancora mai approdata in Consiglio Comunale.

Ecco le sei mozioni bloccate da un anno:

  • adotta un’aiuola, valorizzazione e manutenzione degli spazi verdi della città
  • istituzione bilancio partecipativo
  • introduzione del registro comunale dei testamenti biologici
  • acqua bene comune, modifica ed integrazione dello Statuto del Comune
  • Introduzione del registro delle coppie di fatto nel Comune di Sanremo
  • orti sociali comunali

Altre due mozioni sono bloccate da 11 mesi, le seguenti:

  • proposta albergo diffuso per rivalutare La Pigna
  • censimento dei manufatti contenenti amianto presenti nel territorio del Comune di Sanremo

Una mozione bloccata da 10 mesi:

  • mozione per l’istituzione dei referendum senza quorum

Due mozioni bloccate da 4 mesi:

  • mozione diritto al cibo = niente sprechi
  • mozione patto con il cittadino baratto amministrativo

e l’ultima presentata il 30 settembre:

  • Istituzione Registro Bigenitorialità”

A questo punto è lecito pensare che, se dopo un anno le mozioni sono ancora bloccate, sia in atto un forte boicottaggio nei confronti del lavoro del MoVimento 5 Stelle Sanremo.

Non è più possibile accettare questa situazione. Il M5S è abituato a lavorare molto e quindi presenta numerose proposte sempre nell’ottica della collaborazione e a beneficio della collettività ma trova l’ostruzionismo della maggioranza che blocca l’attività propositiva del M5S.

Non tenendo conto del lavoro redatto da consiglieri del M5S si danneggia fortemente la collettività che si vede privata di proposte e progetti innovativi per la propria città.

MoVimento 5 Stelle Sanremo

Interrogazione del M5S Sanremo prima accolta e poi non discussa

Durante il C.C., senza avvisare preventivamente i Consiglieri del M5S, il Presidente del Consiglio ha deciso di non trattare la nostra interrogazione adducendo che non era urgente

Durante il C.C., senza avvisare preventivamente i Consiglieri del M5S, il Presidente del Consiglio ha deciso di non trattare la nostra interrogazione adducendo che non era urgente
Il 13 Novembre il Comune ha inviato a tutti i Consiglieri l’elenco delle interpellanze, interrogazioni e ordini del giorno che sarebbero stati trattati nel Consiglio Comunale del 16 novembre, come da foto allegata.

L’interrogazione del M5S era stata iscritta al punto 4 e quindi evidentemente accettata come urgente.

Durante il Consiglio Comunale di lunedì, senza avvisare preventivamente i Consiglieri del M5S, il Presidente del Consiglio ha deciso di non trattarla adducendo che non era urgente.

Il regolamento del Consiglio Comunale e delle commissioni consiliari del Comune di Sanremo all’art. 4 non prevede tra le funzioni del Presidente la possibilità di decidere a sua totale discrezione l’urgenza di un’interrogazione già iscritta come tale all’o.d.g. All’art.20 detto regolamento disciplinando le interrogazioni, al comma 4, recita ”l’interrogazione, ove abbia carattere urgente, può essere effettuata anche durante la seduta, subito dopo la trattazione di quelle presentate nei termini ordinari.

Il Consigliere interrogante rimette copia del testo al Presidente e ne dà diretta lettura al consiglio.”

Concludiamo rilevando come l’unico motivo legittimo che poteva essere utilizzato dal Presidente del Consiglio Comunale per rinviare la discussione della interrogazione è contenuto nel comma 5 dell’articolo 20 del regolamento del Consiglio Comunale secondo il quale la riposta, può essere rinviata, se il Sindaco o l’Assessore competente non hanno gli elementi necessari per rispondere.

Questa motivazione non è stata utilizzata dal Presidente del Consiglio forse perché sarebbe stato imbarazzante per Sindaco e Giunta non essere in grado di rispondere immediatamente a domande precise su una vicenda, quella del lotto 6, in discussione da moltissimo tempo sia in città che negli ambienti istituzionali?

Noi pensiamo che sia proprio questo il motivo del rifiuto di rispondere: prendere tempo per rispondere a domande che sarebbero state molto imbarazzanti per l’amministrazione. In questo modo per ragioni strettamente politiche il Presidente è venuto meno al suo ruolo di garanzia dei corretti lavori del Consiglio e quindi della autonomia dei consiglieri, violando articoli precisi del regolamento comunale in materia e allo stesso tempo dimostrando scarsa considerazione del pubblico intervenuto per ascoltare proprio le riposte del Sindaco.

Rileviamo infine che il 30 luglio avevamo presentato un’interrogazione urgente sempre relativa al lotto 6 con richiesta di risposta scritta da parte del Sindaco e ad ora non abbiamo ancora ricevuto una risposta.

Movimento 5 Stelle Sanremo

8 domande alla Idroedil

Dopo la desecretazione dell’audizione del Procuratore Cavallone poniamo 8 domande riguardo la discarica Collette Ozotto e il nuovo Lotto 6

M5S Sanremo - discarica Collette Ozotto Lotto 5 e 6

Ecco le nostre 8 domande alla Idroedil:

1. Perché gli aspetti di impatto sanitario non sono stati presi in considerazione nella predisposizione dello Studio di Impatto Ambientale che ha portato al giudizio di VIAregionale del 2012. Aspetti richiesti sia dalla normativa nazionale che regionale.

2. Perché lo Studio di Impatto Ambientale del progetto Lotto 6 non conteneva una corretta analisi costi benefici che permettesse un confronto con altri siti alternativi e con la opzione zero. Analisi richiesta dalla stessa normativa regionale.

3. Perché lo Studio di Impatto Ambientale non ha valutato l’impatto cumulativo del nuovo Lotto con i Lotti precedenti. Valutazione richiesta dalla normativa nazionale sulla VIA applicabile anche alle procedure di competenza regionale.

4. Perché la ditta Idroedil non ha mai dato corso alle ulteriori indagini sulla presenza di sorgenti all’interno della collina interessata dagli scavi per il Lotto 6 come richiesto dalla Procura della Repubblica e dai periti della stessa.

5. Perché nella domanda di AIA Idroedil non ha presentato un confronto tra alternative tecniche di gestione dell’impianto. Confronto richiesto dalla disciplina nazionale dell’AIA

6. Perché lo Studio di Impatto Ambientale non ha minimamente valutato il potenzialeimpatto ambientale e sanitario sulle zone residenziali limitrofe al sito del Lotto 6. Valutazione richiesta dalla normativa europea sulle discariche.

7. Perché la ditta Idroedil non ha presentato uno Studio di incidenza per valutare ipossibili impatti sia sul sito habitat Bassa Valle Armea che sulla specie habitat dei pipistrelli presenti nella grotta. Vogliamo ricordare all’AD di Idroedil che ha affermato che la grotta è artificiale che al di la della questione della presenza di sorgenti (di cui abbiamotrattato sopra) la presenza nella grotta di una specie tutelata trasforma questa grotta in un sito habitat tutelabile ai sensi della normativa in materia. Infatti la lettera f) articolo 2 delDPR 357/1997 afferma che per habitat di una specie si intende: “ambiente definito da fattori abiotici e biotici specifici in cui vive la specie in una delle fasi del suo ciclobiologico;”.

8. Perché la ditta Idroedil non ha mai svolto indagini per capire gli impatti non solo ambientali ma anche sanitari che possono aver prodotto le anomale fuoriuscite di biogascome affermato dal Procuratore Cavallone nella Audizione alla Commissione Parlamentare (si veda in particolare pag. 9 e 19).

Alla luce di quanto sopra se i rappresentanti della ditta Idroedil volessero dimostrare un momento di umiltà e soprattutto di rispetto verso i cittadini colpiti dai disagi delle varie discariche gestite nella zona darebbero risposte puntuali e precise sia alle domande sopraesposte ma anche alle questioni, molte ancora aperte, poste dalla Audizione del Procuratore Cavallone.

Audizione che ha confermato molti dubbi, circostanziati, su come siano state gestiti sia i Lotti precedenti che la autorizzazione al nuovo Lotto 6.

La serietà di una ditta si misura in primo luogo dalla trasparenza, dal rispetto delle procedure e delle buone pratiche istruttorie, ma in particolare dal rispetto verso chi dalle discariche non guadagna nulla ma subisce invece un potenziale danno ambientale e sanitario ma anche economico considerata la valorizzazione degli immobili vicini ad un’area di questo tipo.

Queste persone sono tantissime e vanno rispettate allo stesso livello con cui devono essere rispettati i lavoratori della ditta Idroedil.
I portavoce del MoVimento 5 Stelle alla Camera, in Europa, in Regione Liguria e a Sanremo

(con la consulenza tecnica del Giurista ambientale dottor Marco Grondacci)

Il Movimento 5 Stelle Sanremo risponde alla Idroedil in merito a desecretazione audizione procuratore Cavallone

Risposte a commenti dell’AD dell’Idroedil Sergio Tommasini
M5S Sanremo - AD Idroedil Tommasini

La Idroedil, per voce del suo AD Sergio Tommasini, commenta la desecretazione dell’audizione del procuratore dott. Cavallone in merito alla discarica Collette Ozotto e relativo Lotto 5 e 6, ecco le nostre risposte:

Idroedil dichiara: ” i verbali della audizione sono stati pubblicati on line a cura del Movimento Cinque Stelle Sanremo e non nella sede propria degli atti parlamentari”

Il Presidente della Commissione Parlamentare Alessandro Bratti, all’inizio della audizione dichiara: “della presente audizione sarà redatto un resoconto stenografico che sarà pubblicato sul sito internet della Commissione e che se lo riterrà opportuno i lavori della Commissione proseguiranno in seduta segreta”
Quindi è chiaro che il verbale della audizione svolta nel febbraio 2015 è stata pubblicato da tempo, quello che non era stato ancora pubblicato era la parte secretata che è stata desecretata solo lo scorso 28 ottobre 2015. Quindi nessuna anticipazione da parte di soggetti esterni al Parlamento ma semmai una integrazione a quanto già pubblicato nei mesi scorsi.

Idroedil dichiara: “Ho notato delle ipotesi e dei sospetti veramente fantasiosi e, nuovamente, questo accostamento agli ambienti mafiosi”

Ovviamente nessuno tra cittadini impegnati contro il progetto Lotto 6 nei comunicati rilasciati e neppure i parlamentari della Commissione in Audizione hanno mai affermato un legame diretto o indiretto con gli ambienti mafiosi.

In realtà è stato il Sostituto Procuratore Cavallone a precisare (pagina 11 del verbale dellaAudizione) che la ditta Ecoscavi che lavora alla realizzazione del lotto 6 ha impiegato nel passato personaggi condannati per associazione mafiosa e continua a impiegare personale delle ditte del clan Pellegrino recentemente condannato per associazione di tipo mafioso dal tribunale di Imperia.

Il Procuratore così conclude sul punto: “Il sospetto – ma le indagini vanno avanti per trasformare i sospetti in prove e, se le prove non ci sono, per chiedere l’archiviazione – è che attraverso la Ecoscavi possa continuare a essere gestito quel patrimonio di lavori che prima facevano capo alle ditte dei fratelli Pellegrino, ritenuti appartenenti a una ‘ndrina della ‘ndrangheta operante nel territorio di Bordighera, il clan Barilaro-Pellegrino.”

Idroedil afferma: “Alla Idroedil non sono mai stati contestati fatti di corruzione, né di rapporti con sospetti mafiosi, né sversamenti illeciti di rifiuti, e le varie indagini svolte sono state archiviate per infondatezza.”

Il Procuratore Cavallone afferma che i Ghilardi non sono dentro la ditta Ecoscavi:”però noi sappiamo, attraverso le intercettazioni, che sono quelli. Ne parlano, sono preoccupati anche di questo, cioè che l’antimafia si possa accorgere che lavorano all’interno della Ecoscavi questi personaggi. Il problema è che i signori Ghilardi negli anni hanno subito attentati anche pesanti agli impianti, minacce rappresentate da proiettili lasciati sull’uscio di casa eccetera. L’ipotesi su cui sta lavorando la Procura di Imperia è che ci sia stata in passato una forma di estorsione. Questa è l’ipotesi di indagine.”

Stiamo quindi parlando non di generici sospetti ma di intercettazioni, non solo ma, come ha dichiarato il Sostituto Procuratore, le indagini sulla questione dei rapporti sospetti con organizzazioni criminali sono ancora aperte. Il dato inquietante, sottolineato dal Procuratore, è che sui proprietari della Idroedil, pur avendo questi presentato denuncia contro ignoti per gli attentati subiti: “c’è un’intercettazione ambientale in cui dice «non l’ho voluto rovinare», cioè dimostra di sapere chi è la persona che gli aveva fatto questo attentato.”

La ditta Idroedil nella dichiarazione sopra riportata afferma inoltre che non sono mai stati contestati sversamenti illeciti di rifiuti. In realtà non è così a pagina 13 e 14 il Procuratore afferma che è in atto una indagine presso la Procura Distrettuale Antimafia ai sensi dell’articolo 260 del DLgs 152/2006: Attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti.

Relativamente al sequestro della discarica per questioni legate al rischio idrogeologico la ditta Idroedil afferma:
“Il dissequestro del Lotto 6 e’ stato disposto proprio dal dr. Cavallone dopo che ha avuto modo di validare o meno tutte queste assunzioni.”

In realtà il Procuratore nella sua Audizione afferma che sia il perito nominato da lui chequello nominato dal Giudice hanno concluso:

“che molti calcoli fatti dai funzionari o dai consulenti della provincia erano sbagliati e alcune volte erano carenti le procedure di accertamento (ad esempio, un solo carotaggio per verificare la consistenza del terreno). Comunque, alla fine, è arrivato alla conclusione che, in termini di stabilità, questo scavo si potrebbe anche fare. Ciò che è rimasto in sospeso – e il perito nominato dal giudice l’ha ritenuto altamente probabile – è che ci siano delle falde acquifere e delle cavità carsiche che non sono state attentamente valutate dalla provincia e dai suoi consulenti e che, se effettivamente sussistenti, impedirebbero sostanzialmente di realizzare questa discarica.”

Quindi il ragionamento del Procuratore è chiarissimo: relativamente al reato di falso ideologico non si è proceduto perché le due perizie sopra citate hanno dimostrato che non c’era rischio di stabilità dei versanti per gli scavi, da cui il dissequestro.

Ma conclude il Procuratore: “i titolari della ditta Idroedil che doveva realizzare questo lavoro, e tecnici e funzionari della provincia hanno ventilato la possibilità di fare ulteriori accertamenti per verificare se effettivamente l’acqua c’è o non c’è. Come Procura, noi abbiamo dato la massima disponibilità, però nessuno finora si è fatto avanti per fare questo ulteriore accertamento…… Il problema riguarda il possibile inquinamento delle falde”.

In altri termini il Procuratore rinvia la questione agli enti che hanno autorizzato il progetto di nuova discarica senza valutare completamente, se non sulla base di accertamenti minimali e non esaustivi, la presenza di una sorgente d’acqua sotto l’area interessata dalla nuova discarica.

Si ricorda che l’allegato 1 al DLgs 36/2003 prevede al punto 2.4.1 che: “L’ubicazione e la progettazione di una discarica devono soddisfare le condizioni necessarie per impedirel’inquinamento del terreno, delle acque sotterranee o delle acque superficiali”.

A conferma della serietà del problema ci sono le parole dello stesso Procuratore che a pagina 16 del verbale di Audizione afferma:
“Ci sono state varie cose strane. Anche durante la nostra indagine è emerso che all’interno di un pozzo da cui un contadino prelevava l’acqua per innaffiare il proprio campo usciva fuori il percolato. Anziché denunciarlo agli organi competenti, il contadino ha chiamato Ghilardi, il quale l’ha ricompensato purché non rendesse pubblica questa cosa.”

Idroedil rispondendo ai critici del progetto Lotto 6, relativamente ai controlli fatti sia per il nuovo cantiere che per i lotti già coltivati in precedenza, afferma: “i controlli che vengono fatti dalle istituzioni ma che per loro non contano mai nulla”.

Sul punto il Procuratore afferma, pagina 14 del verbale di Audizione: “a volte non si ha la certezza che questi controlli siano veramente capillari, efficaci e, soprattutto, che non siano comunicati prima (questo è il problema)”
per poi aggiungere: “c’è un’intercettazione in cui un avvocato che segue queste vicende anche per conto di Ghilardi avvisa i suoi clienti che ci sarà sicuramente – non si sa quando, ma ci sarà – una verifica all’impianto di Collette Ozotto, e questo in un’epoca in cui il dato doveva essere ancora riservato e non comunicato. Questo fa ritenere che effettivamente ci siano delle fughe di notizie, è ovvio, credo nell’interesse dei diretti interessati.”

Infine Idroedil nel contestare le critiche al progetto Lotto 6 accusa che chi critica vuole:”sovvertire le procedure autorizzatorie”.

Peccato che questa affermazione sia una mera accusa generica mentre avremmo voluto che il rappresentante di Idroedil spiegasse le ragioni di una serie di lacune istruttorie molto precise elencate dai critici del progetto Lotto 6.

I portavoce del MoVimento 5 Stelle alla Camera, in Europa, in Regione Liguria e a Sanremo

(con la consulenza tecnica del Giurista ambientale dottor Marco Grondacci)