Ambiente e Salute, un binomio vincente per migliorare la qualità di vita di tutti

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Il M5S Sanremo organizza
Sabato 19 gennaio alle ore 15.30 alla F.O.S. in Via Corradi 47 a Sanremo
l’incontro pubblico
Ambiente e Salute un binomio vincente per migliorare la qualità
di vita di tutti.
Interverranno:
Dr. Marco Grondacci, giurista ambientale
Dr. Valerio Gennaro, medico epidemiologo
Alice Salvatore, consigliere   M5S in Regione Liguria
e i consiglieri comunali Paola Arrigoni e Luciana Balestra
Ambiente e salute sono due temi strettamente correlati tra loro e coinvolgono ogni cittadino, ogni famiglia, ogni individuo. Tutti noi.
Come sta veramente la popolazione di Sanremo?
Le amministrazioni pubbliche devono prendere consapevolezza che la prevenzione è un investimento, non un costo e che prevenire comporta un risparmio fondamentale nei bilanci pubblici ma soprattutto si protegge la salute di tutti
La finalità dell’incontro è quello di porre le basi per un percorso condiviso tra cittadinanza e Istituzioni. La tutela e la corretta interazione con l’ambiente che ci circonda significa aver cura e tutela della salute dei nostri figli e delle generazioni future.

 

Piazzale Ciuvin: vicenda inquietante

piazzale ciuvinIl M5S Sanremo partendo dalla sparizione di una strada pubblica che è stata sommersa da detriti e terra ha scoperto e ricostruito la vicenda del piazzale Ciuvin  che si ipotizza essere diventata nell’arco di trent’anni una immensa discarica abusiva. Ricordiamo inoltre che sotto quel piazzale passano anche dei rii che sono stati tombinati ma che con il peso dei detriti potrebbero essere collassati con fuoriuscita di acqua tra il materiale stoccato  con  il rischio ipotetico di formazione di percolato.
La vicenda che riguarda il piazzale Ciuvin è sicuramente inquietante, questo piazzale è situato in Valle Armea, dietro le carceri di Sanremo ed è di proprietà del gruppo Idroedil- Ghilardi.
Stiamo parlando di una vallata che è stata riempita nell’arco di trent’anni di  non sappiamo bene cosa e  la collettività ha tutto il diritto di sapere la verità di quello che è stato stoccato la sotto, inoltre la località Rio Ciuvin è sottoposta a vincolo paesaggistico.
Un’area che doveva, in base alla istanza del 1981, essere livellata per usi agricoli, è stata in realtà utilizzata per anni (fino al 2000) per stoccare rifiuti senza alcun progetto di coltivazione come previsto dalla legge ma con ordinanze sindacali reiterate dal 1987. La giurisprudenza ed ormai da anni anche la legge (anche prima del 2000) invece impediva di stoccare per un periodo così lungo rifiuti senza un progetto di discarica regolarmente approvato dalle autorità competenti.
Abbiamo letto sul Secolo XIX che la Idroedil si dice disponibile a svolgere, sotto il controllo del comune, i carotaggi e le verifiche sul piazzale Ciuvin.
Noi è da più di un anno che lo stiamo chiedendo all’amministrazione comunale, ora la Idroedil si propone di fare i carotaggi? Bene. Sicuramente utilizzerà un ente terzo ed imparziale che possa fare controlli oggettivi e fattuali. E’ evidente che i carotaggi debbano essere effettuati seguendo la normativa vigente e con un approccio sistematico e ragionato e che coinvolgano tutto il piazzale per scongiurare la sussistenza di un eventuale rischio ambientale per conferimento negli anni di materiale potenzialmente inquinante.  Noi, come M5S Sanremo chiederemo che un nostro esperto possa essere presente.
Ricordiamo che l’area di abbaccamento si sviluppa per circa 70 mila mq. di superficie con una stima di un volume stoccato di oltre 400 mila metri cubi, quasi una volta e mezzo il lotto 6.
Come si può comprendere i numeri sono impressionanti.
I primi  di settembre del 2017 abbiamo presentato un esposto  molto articolato su quanto scoperto nel piazzale Ciuvin, con la consulenza del giurista ambientale dr. Grondacci.
Confermiamo di aver   utilizzato gli atti istruttori degli uffici comunali competenti, quindi il tutto è fondato su atti ufficiali e non su interpretazioni  o documentazioni di parte.
Dopo il nostro esposto il Comune di Sanremo ha emesso un’ordinanza  alla società Idroedil, in persona del legale rappresentante Dr. Sergio Tommasini, e alla Sig.ra Leoni per  il ripristino dello stato dei luoghi, con reviviscenza dei tracciati stradali pubblici e il rifacimento dei tratti tombinati dei rii esistenti sotto il piazzale artificiale finalizzato alla loro messa in sicurezza.
Il geologo del Comune del Servizio difesa Suolo aveva scritto nella sua relazione: “ …è imprescindibile la messa in sicurezza idraulica dei tratti tombinati attualmente non conformi alle portate di piena previste dal piano di bacino”
La Idroedil ha presentato due  ricorsi  al TAR in relazione  all’ordinanza, sempre nella persona dell’amministratore  e legale rappresentante dr. Tommasini  CONTRO il Comune di Sanremo, quindi da qui si potrebbe ipotizzare un  conflitto di interesse nella sua candidatura a sindaco.
Il TAR si pronuncerà a marzo ma la Idroedil, nonostante il contenzioso in corso, si permette di prevedere le possibili sentenze, commentarle e ipotizzare anche gli eventuali scenari. Sarebbe il caso invece di attendere che la giustizia faccia il suo corso.
Ricordiamo inoltre che indipendentemente da come andrà il ricorso al Tar occorre prima di tutto scongiurare l’esistenza di un ipotetico  rischio ambientale e sanitario.
Per il M5S Sanremo la priorità è la difesa della salute della collettività e la salvaguardia dell’ambiente e quindi è fondamentale scoprire cosa sia stato stoccato sotto quel piazzale.
Per quanto concerne il sequestro del lotto 6 invitiamo la Idroedil a non addossare colpe inesistenti al M5S con ipotesi assurde.
La Idroedil conosce perfettamente le motivazioni per cui il sito era stato sequestrato dalla Procura della repubblica, nella persona del Procuratore generale Dott. Roberto Cavallone, che ha estensivamente motivato ed articolato gli elementi che a senso di norma non possono essere aleatori ma debbono trovare conferma nella concretezza degli atti. Se si fossero dimenticati delle motivazioni invece possono rileggere i documenti, che sono pubblici e online,  relativi “Alla  commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati del febbraio 2015.” dove il Procuratore Cavallone ampiamente ricostruisce la vicenda del Lotto 6.

Declassato il reparto di chirurgia vascolare di Imperia

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E avanti con i ‘declassamenti’ da struttura complessa a struttura semplice, ora tocca a chirurgia vascolare e poi a gastroenterologia.
E la petizione con migliaia di firme che abbiamo portato personalmente in Regione? La mobilitazione dei cittadini? Per loro non conta assolutamente nulla.
Le affermazioni contraddittorie dell’assessore Viale che tra le altre cose aveva detto di aver scritto al Ministro Grillo per chiedere una deroga al decreto e affermando che avrebbe inviato anche le firme raccolte e faceva capire che tutto sarebbe dipeso dal Ministro?
Cosa assolutamente non vera, dal momento che la scelta di come organizzare le reti ospedaliere seguendo le indicazioni del decreto Balduzzi è una scelta di pertinenza regionale.
Inoltre la ns. portavoce parlamentare Leda Volpi si era recata al Ministero ed aveva scoperto:
“….che mai nessuna deroga potrà essere concessa perché l’assessore Viale, da Agosto, non ha fornito le spiegazioni integrative richieste e soprattutto non si è mai presentata al tavolo del DM/70 per spiegare la situazione sanitaria del Ponente ligure, le sue peculiarità relative alla geografia del territorio e all’anzianità della popolazione, le criticità dal punto di vista di infrastrutture e viabilità, l’elevata concentrazione di turisti per gran parte dell’anno che riempiono il Pronto Soccorso, specie a Sanremo, e le caratteristiche dell’offerta sanitaria dei reparti in questione (quantità e qualità delle prestazioni chirurgiche).

Non è infatti sufficiente la lettera che ha inviato ad Agosto in cui si chiedono delle generiche deroghe “causa crollo del Ponte Morandi”, in assenza di un’argomentazione più precisa e soprattutto di un dialogo con il tavolo competente.”

Ora, il Direttore Generale dell’Asl1 afferma che

“Non cambierà nulla. Abbiamo mantenuto i servizi e fatto una verifica sulla produzione. Il risultato è che gli interventi e le attività ambulatoriali sono rimasti gli stessi. Per questo ringrazio i professionisti che continuano a lavorare esattamente come prima, come succede in altre strutture semplici dell’Asl dove vengono assicurati i servizi. Non cambierà nulla neanche in futuro, neanche in ottica finanziamenti futuri, lo dichiaro fermamente, non c’è nessuna intenzione di depotenziare i servizi offerti”.

Se non cambierà nulla allora potevano lasciare tutto come era, no?

Vi riporto un breve passaggio del libro “la sanità aziendalizzata” scritto da Giuseppe Lippi, vale la pena leggerlo:

LE STRUTTURE COMPLESSE (come quelle di gastroenterologia e chirurgia vascolare per intenderci) sono normate da leggi nazionali, quando non addirittura europee, per le strutture semplici, per quanto riguarda le nomine, i compensi, la decadenza, etc. l’unico riferimento certo a valenza nazionale è invece il CCNU per la dirigenza medica.
I primari sono nominati tramite concorso, i direttori di struttura semplice NO, sono a chiamata diretta da parte della direzione. Il compenso dei primari è sancito dal contratto, quello del direttore semplice è attribuito come stipendio di posizione ed è discrezionale, anche se entro certo limiti (limiti ampi, perché può variare da oltre 900 a soli 18 euro al mese in più rispetto a chi direttore non è).
Licenziare un primario non è mai cosa facile, cancellare una struttura semplice e quindi, di fatto, eliminare il suo direttore, è invece un atto amministrativo interno alla asl. Ecco quindi formarsi nell’organigramma aziendale una dicotomia tra dirigenti ‘forti’ (i primari, i direttori di struttura complessa) e deboli (i direttori di struttura semplice), deboli per tre motivi:

1 perché sono nominati

2 perché il loro stipendio è discrezionale

3 perché possono perdere il ruolo apicale da un momento all’altro.

In alcun regioni negli ultimi anni esiste un chiaro indirizzo dei vertici delle ASL a sostituire i primariati con strutture semplici in nome di un risparmio che non sempre si realizza nella pratica
.
In realtà, e i sindacati dei medici lo sanno bene, in queste regioni, è in atto un tentativo di rendere dipendenti dalle decisioni della direzione (ricattabili?) tutte le posizioni dirigenziali. Dipendenti da chi?
In ultima analisi dal direttore generale, che è di nomina politica da parte dell’assessore alla sanità regionale.
Questa analisi del dottor Lippi è molto chiara.

Se il Direttore Generale è di nomina politica e quindi non c’è alcun concorso e se poi lui scegli autonomamente il direttore sanitario e quello amministrativo e il relativo staff è evidente che occorra rescindere una volta per tutte il legame tra politica e sanità.
Occorre intervenire sulla macchina amministrativa e organizzativa, prevedendo nuovi criteri di nomina dei direttori generali, sanitari e amministrativi.
Scegliendoli per competenza e merito, non per appartenenza.
Inoltre il decreto Balduzzi lascia all’organo politico regionale l’organizzazione del servizio sanitario e quindi è una scelta di chi governa la regione declassare gastroenterologia e chirurgia vascolare.
Non venite a dirci che non cambierà nulla, almeno evitate di prenderci in giro, declassare non significa mantenere tutto come prima.
In Regione dovrebbero ricordarsi che chi finanzia la sanità pubblica sono i cittadini e a loro si deve rendere conto. I pazienti dovrebbero essere al centro di qualsiasi programmazione aziendale
La sanità pubblica è un bene inestimabile di tutti noi e non deve declassata ma potenziata.

(foto tratta da Sanremonews)