Declassato il reparto di chirurgia vascolare di Imperia

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E avanti con i ‘declassamenti’ da struttura complessa a struttura semplice, ora tocca a chirurgia vascolare e poi a gastroenterologia.
E la petizione con migliaia di firme che abbiamo portato personalmente in Regione? La mobilitazione dei cittadini? Per loro non conta assolutamente nulla.
Le affermazioni contraddittorie dell’assessore Viale che tra le altre cose aveva detto di aver scritto al Ministro Grillo per chiedere una deroga al decreto e affermando che avrebbe inviato anche le firme raccolte e faceva capire che tutto sarebbe dipeso dal Ministro?
Cosa assolutamente non vera, dal momento che la scelta di come organizzare le reti ospedaliere seguendo le indicazioni del decreto Balduzzi è una scelta di pertinenza regionale.
Inoltre la ns. portavoce parlamentare Leda Volpi si era recata al Ministero ed aveva scoperto:
“….che mai nessuna deroga potrà essere concessa perché l’assessore Viale, da Agosto, non ha fornito le spiegazioni integrative richieste e soprattutto non si è mai presentata al tavolo del DM/70 per spiegare la situazione sanitaria del Ponente ligure, le sue peculiarità relative alla geografia del territorio e all’anzianità della popolazione, le criticità dal punto di vista di infrastrutture e viabilità, l’elevata concentrazione di turisti per gran parte dell’anno che riempiono il Pronto Soccorso, specie a Sanremo, e le caratteristiche dell’offerta sanitaria dei reparti in questione (quantità e qualità delle prestazioni chirurgiche).

Non è infatti sufficiente la lettera che ha inviato ad Agosto in cui si chiedono delle generiche deroghe “causa crollo del Ponte Morandi”, in assenza di un’argomentazione più precisa e soprattutto di un dialogo con il tavolo competente.”

Ora, il Direttore Generale dell’Asl1 afferma che

“Non cambierà nulla. Abbiamo mantenuto i servizi e fatto una verifica sulla produzione. Il risultato è che gli interventi e le attività ambulatoriali sono rimasti gli stessi. Per questo ringrazio i professionisti che continuano a lavorare esattamente come prima, come succede in altre strutture semplici dell’Asl dove vengono assicurati i servizi. Non cambierà nulla neanche in futuro, neanche in ottica finanziamenti futuri, lo dichiaro fermamente, non c’è nessuna intenzione di depotenziare i servizi offerti”.

Se non cambierà nulla allora potevano lasciare tutto come era, no?

Vi riporto un breve passaggio del libro “la sanità aziendalizzata” scritto da Giuseppe Lippi, vale la pena leggerlo:

LE STRUTTURE COMPLESSE (come quelle di gastroenterologia e chirurgia vascolare per intenderci) sono normate da leggi nazionali, quando non addirittura europee, per le strutture semplici, per quanto riguarda le nomine, i compensi, la decadenza, etc. l’unico riferimento certo a valenza nazionale è invece il CCNU per la dirigenza medica.
I primari sono nominati tramite concorso, i direttori di struttura semplice NO, sono a chiamata diretta da parte della direzione. Il compenso dei primari è sancito dal contratto, quello del direttore semplice è attribuito come stipendio di posizione ed è discrezionale, anche se entro certo limiti (limiti ampi, perché può variare da oltre 900 a soli 18 euro al mese in più rispetto a chi direttore non è).
Licenziare un primario non è mai cosa facile, cancellare una struttura semplice e quindi, di fatto, eliminare il suo direttore, è invece un atto amministrativo interno alla asl. Ecco quindi formarsi nell’organigramma aziendale una dicotomia tra dirigenti ‘forti’ (i primari, i direttori di struttura complessa) e deboli (i direttori di struttura semplice), deboli per tre motivi:

1 perché sono nominati

2 perché il loro stipendio è discrezionale

3 perché possono perdere il ruolo apicale da un momento all’altro.

In alcun regioni negli ultimi anni esiste un chiaro indirizzo dei vertici delle ASL a sostituire i primariati con strutture semplici in nome di un risparmio che non sempre si realizza nella pratica
.
In realtà, e i sindacati dei medici lo sanno bene, in queste regioni, è in atto un tentativo di rendere dipendenti dalle decisioni della direzione (ricattabili?) tutte le posizioni dirigenziali. Dipendenti da chi?
In ultima analisi dal direttore generale, che è di nomina politica da parte dell’assessore alla sanità regionale.
Questa analisi del dottor Lippi è molto chiara.

Se il Direttore Generale è di nomina politica e quindi non c’è alcun concorso e se poi lui scegli autonomamente il direttore sanitario e quello amministrativo e il relativo staff è evidente che occorra rescindere una volta per tutte il legame tra politica e sanità.
Occorre intervenire sulla macchina amministrativa e organizzativa, prevedendo nuovi criteri di nomina dei direttori generali, sanitari e amministrativi.
Scegliendoli per competenza e merito, non per appartenenza.
Inoltre il decreto Balduzzi lascia all’organo politico regionale l’organizzazione del servizio sanitario e quindi è una scelta di chi governa la regione declassare gastroenterologia e chirurgia vascolare.
Non venite a dirci che non cambierà nulla, almeno evitate di prenderci in giro, declassare non significa mantenere tutto come prima.
In Regione dovrebbero ricordarsi che chi finanzia la sanità pubblica sono i cittadini e a loro si deve rendere conto. I pazienti dovrebbero essere al centro di qualsiasi programmazione aziendale
La sanità pubblica è un bene inestimabile di tutti noi e non deve declassata ma potenziata.

(foto tratta da Sanremonews)

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