In Consiglio Comunale approvati 3 ns. O.d.G.

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Nel Consiglio Comunale di martedì 9 ottobre  sono passati i ns. 3 O.d.G su:

– azioni di prevenzione e contrasto nei confronti della somministrazione illegale di alcolici ai minori presso bar, discoteche e locali pubblici della città

– divieto utilizzo del Glifosato

– invito a partecipare a Plastic Free Challenge, lanciata dal Ministro Costa, per promuovere la progressiva abolizione della plastica monouso in Comune.

Bene, tre su tre, non succede quasi mai

Sanremo: rampa allagata e piena di rifiuti, abbiamo presentato interrogazione in Consiglio Comunale

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Il centro della rampa del parcheggio della ‘nuova’ Stazione Ferroviaria di Sanremo in p.zzale Don Orione in corrispondenza del terzo piano interrato è completamente allagato con acqua stagnante dove galleggiano rifiuti di ogni tipo.
E’ inaccettabile che esista un tale degrado in una zona centrale della città che potrebbe causare problemi sanitari con tutta quell’acqua stagnante ed inquinata dai rifiuti.
Abbiamo presentato interrogazione urgente per il Consiglio Comunale chiedendo un immediato intervento e la richiesta di bonifica dell’area per metterla in sicurezza.

 

Ex Macello a Sanremo: degrado e materiali comunali stoccati nel piazzale

Il M5S Sanremo ha fatto un sopralluogo all’ex Macello di Valle Armea e ha scoperto che il Comune utilizza quella zona come area di stoccaggio ma senza alcuna manutenzione, controllo e sorveglianza dal momento che esiste un varco aperto dove tutti possono entrare. Gli arredi urbani nuovi sono stoccati in parte nel piazzale in mezzo alle sterpaglie e all’intemperie con imballaggi di protezioni strappati. Tutto è stato documentato con foto e il video sopra.
“Abbiamo trovato una situazione di degrado estremo, in alcuni punti sembra una discarica e vedere che il Comune ha ammassato materiale nuovo pagato da tutta la cittadinanza in quel luogo è semplicemente vergognoso ed inquietante. La cittadinanza ha il diritto di sapere cosa sia successo: chi ha deciso di stoccare il materiale in quella zona? E da quanto tempo? E’ stato fatto un inventario di tutto il materiale? Sono stati fatti dei controlli? Come è possibile utilizzare dei beni di tutti in quella maniera senza alcuna cura? Presenteremo interrogazione in Consiglio Comunale correlata da foto ma da subito ci aspettiamo una risposta da parte del Sindaco in relazione a questo spreco di risorse inaudito e chiediamo che vengano presi provvedimenti immediati.”

Intervista al dott. Massimo Conio e petizione alla Regione Liguria per difendere la Gastroenterologia di Sanremo

La Giunta regionale ligure in data 13 luglio 2018 con provvedimento avente a oggetto “Atto di Autonomia Aziendale della  A.S.L. 1. Provvedimenti conseguenti” ha deliberato su proposta dell’Assessore Sonia Viale di declassare la Struttura Complessa di Gastroenterologia dell’Ospedale di Sanremo a Struttura Semplice.
La Struttura Complessa di Gastroenterologia è attualmente diretta dal Direttore dott. Massimo Conio, riconosciuto unanimemente artefice dello sviluppo di tale reparto sin dal suo insediamento, avendo portato con sé l’esperienza trentennale maturata nel campo della Gastroenterologia in Italia e all’estero.
Ricordiamo che la Gastroenterologia dell’Ospedale di Sanremo rappresenta oggi un punto di riferimento nazionale di studio per alcune patologie del tratto gastro intestinale.”
Difendiamo tutti insieme la gastroenterologia dell’Ospedale di Sanremo, un’eccellenza che dovrebbe essere premiata e non certo declassata a struttura semplice.
Noi ci opponiamo a questa delibera in quanto comporterebbe nel breve e lungo periodo conseguenze gravissime, quali: perdita di posti letto, impossibilità di eseguire procedure mediche complesse, migrazione di pazienti verso altre regioni, aumento dei costi per il cittadino, riduzione del personale e delle risorse per il reparto e la compromissione della qualità del servizio sanitario erogato.
E’ per questo motivo che abbiamo preparato una petizione rivolta alla Giunta Regionale Ligure e che tutti i cittadini potranno firmare il 25 e il 26 Agosto al gazebo del M5S dove sarà presente la ns. parlamentare Leda Volpi che ha depositato interrogazione a risposta scritta rivolta  al Ministro della Salute.
Con la Petizione chiediamo di ritirare la delibera  e di non procedere al declassamento del reparto di Gastroenterologia, che inciderebbe sulla qualità sanitaria della nostra provincia che è stata già pesantemente penalizzata negli anni e che avrà ricadute negative sulla salute di tutti i cittadini Liguri e del Nord Italia: la Sanità del Ponente ligure non può permettersi di perdere anche questo reparto di eccellenza.
M5S Sanremo

La Regione ha bocciato la richiesta di Inchiesta Pubblica sul Biodigestore di Taggia: gravissimo!

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Il M5S Sanremo il 27 aprile nella conferenza organizzata a Taggia dal titolo: “Perchè no al biodigestore” aveva proposto una lettera con la richiesta di Inchiesta Pubblica da inviare in Regione, la lettera era stata firmata dal Sindaco di Taggia, dal vice sindaco,  dai deputati, dai consiglieri del M5S e da numerosi cittadini presenti all’incontro.
L’inchiesta Pubblica avrebbe dovuto  esaminare lo studio di impatto ambientale, i pareri forniti dalle pubbliche amministrazioni e le osservazioni dei cittadini.
L’inchiesta pubblica avrebbe permesso un ruolo attivo dei cittadini e delle associazioni nei processi decisionali proponendo anche soluzioni alternative.
La Regione ha detto no a tutto questo! Ed è molto grave!
I Pentastellati affermano:
Quindi se è vero che l’avvio della Inchiesta Pubblica rientra nella discrezionalità della Giunta Regionale sentito il responsabile del procedimento in oggetto è altrettanto certo che la negazione della Inchiesta per la procedura di VIA sul progetto di biodigestore di Taggia non è stata motivata in modo coerente con la normativa nazionale e il regolamento regionale.
Infine la negazione della Inchiesta è stata firmata dal vice direttore Ambiente della Regione cioè da un funzionario pubblico mentre come afferma il regolamento regionale la decisione su indire e quindi anche su negare l’Inchiesta Pubblica è compito della Giunta Regionale non del dirigente. 
Insomma una scelta politica che la Giunta Regionale non ha avuto il coraggio di sottoscrivere scaricandola sul livello burocratico. “
Il giurista ambientale dottor Marco Grondacci dopo aver letto la lettera di diniego ricevuta dalla Regione afferma:
“Intanto penso che l’inchiesta pubblica sul piano regionale non è stata una inchiesta pubblica vera e propria ma si è svolta con un unico incontro in Regione e non è stato nominato neppure un comitato della Inchiesta (non rappresentando il livello locale), ne almeno tre udienze pubbliche, ne un rapporto finale come peraltro prevede il regolamento regionale recentemente approvato saccheggiando la nostra proposta di legge peraltro.
I piani di ambito e la relativa VAS non hanno avuto alcuna inchiesta pubblica ma sempre e solo osservazioni.
Ora dovrebbe essere noto agli uffici regionali che il Piano Regionale è un piano di indirizzo e di criteri di localizzazione mentre sono i piani di ambito a definire le localizzazioni e le tipologie di impianti da decidere. Sotto il profilo del coinvolgimento del territorio nella forma della Inchiesta Pubblica è quindi semmai a livello dei Piani di Ambito che andava avviata.
Ma c’è di più  l’inchiesta pubblica della VIA non fa riferimento alla pianificazione delle scelte ma ai progetti e quindi all’impatto che gli stessi producono sui siti specificamente scelti.
E’ qui che si deve cogliere il livello di consenso e di problematicità della decisione che è il motivo per cui nascono le inchieste pubbliche.
In conclusione, per ora ma ci torniamo in modo più approfondito:
1. l’unica Inchiesta Pubblica nominata come tale è stata fatta per il Piano Regionale e non è stata una vera Inchiesta come deriva dalla buone pratiche in materia, non solo ma all’epoca della approvazione del Piano Regionale non c’era ancora il regolamento regionale che è arrivato solo nell’agosto dl 2016. Se fosse stato in vigore il regolamento la consultazione del Piano Regionale (spacciata per Inchiesta Pubblica) sarebbe stata sicuramente diversa
2. non c’è stata Inchiesta Pubblica per i Piani di ambito che invece sono quelli dove si gioca la partita delle localizzazione e delle tipologie di impianti che poi è quello che interessa veramente al pubblico che partecipa alla Inchiesta che è inteso come comunità locale e non le associazioni ambientaliste. 
3. non ci sarà Inchiesta Pubblica neppure sulla valutazione della compatibilità del progetto con il sito scelto che invece sarebbe stato la fase di vero interesse della comunità locale. Non  a caso il regolamento della Inchiesta Pubblica (approvato con DGR 811/2016) afferma che: “una sempre crescente richiesta, proveniente non solo dalle associazioni ambientaliste ma anche dal privato cittadino, di avere un ruolo attivo nei processi decisori inerenti un bene – quale è l’ambiente –, dal carattere comunque finito ed in definitiva consumabile e scarso;
” E’ indiscutibile che solo a livello puntuale e progettuale (non di scelte di pianificazione regionale su area vasta) emerge il bisogno di controllo sociale attuato con la Inchiesta Pubblica. Infatti sempre il regolamento regionale sulla Inchiesta Pubblica all’articolo 5 prevede che: “Le udienze pubbliche hanno luogo presso il Comune nel cui ambito è localizzato il progetto ovvero presso quello maggiormente coinvolto”. 
Il M5S: “La decisione  di negare l’Inchiesta Pubblica è quindi stata una scelta politica, uno schiaffo al territorio, e al Sindaco del Comune di Taggia che l’aveva richiesta. Ancora una volta viene impedito ai cittadini e alle associazioni  un ruolo attivo nei processi decisionali: il tutto è molto grave!
M5S Sanremo