Nuova discarica: risposta al Sindaco

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Il Sindaco ha evidenziato come: “non si tratterebbe eventualmente di una discarica di rifiuti ma di inerti” (intervento del Sindaco Biancheri)

La domanda che sorge spontanea è il Sindaco o chi per lui sa di cosa sta parlando e soprattutto conosce gli atti prodotti dalla sua Giunta?

Intanto occorre ricordare che se si parla di “discarica” si rientra automaticamente nella normativa sui rifiuti. Non a caso il decreto ministeriali 27 Settembre 2010 (modificato dal Decreto 24/6/2015) disciplina proprio le modalità di ammissibilità in discarica dei rifiuti inerti distinguendo tra le tipologie che possono o meno entrare in queste discariche senza accertamento analitico preventivo. Non solo ma tali rifiuti per essere classificati come inerti devono rispondere alla definizione della lettera e) comma 1 articolo 2 del DLgs 36/2003. 

Quindi quando si parla di discariche di inerti si parla comunque di rifiuti, non siamo noi a dirlo ma la legge che il Sindaco o chi per lui dovrebbe conoscere. 

L’affermazione quindi contenuta nel comunicato del Sindaco è totalmente infondata e non va ben sperare sulla capacità di questa Amministrazione di gestire correttamente sotto il profilo della tutela ambientale e sanitaria questa ennesima provocazione al territorio della zona di Collette. 

Infatti dopo aver dimostrato che di rifiuti si tratta vogliamo aggiungere che la superficialità della dichiarazione del Sindaco lascia sgomenti. Infatti quando si parla di discariche di rifiuti inerti occorre sapere che a seconda delle tipologie di materiali che in esse verranno smaltiti ci può essere produzione di eluato  e contaminanti organici come previsto dalla lettera b) comma 1 articolo 5 decreto 27 settembre 2010. 

Non solo ma affermare poi, come fa il Sindaco: “E comunque ho già attivato gli uffici per le verifiche del caso” ci lascia oltremodo sconcertati.  

Infatti il PUC che contiene la ipotesi di discarica  è già stato adottato a maggioranza dal Consiglio Comunale dello scorso 16 Ottobre. 

L’adozione come è noto non è una approvazione definitiva ma deve essere accompagnata dalla documentazione (vedi Rapporto Ambientale di VAS) sugli impatti ambientali potenziali delle nuove destinazioni funzionale delle aree disciplinate dal nuovo PUC, quindi gli uffici avrebbe dovuto già farle “le verifiche del caso” proprio all’interno della documentazione che accompagna il PUC. Anche perché il primo progetto di discarica di inerti nella zona venne predisposto dal 2011 quindi molto prima della avvenuta adozione del nuovo PUC (ottobre 2015).  Risulta incredibile a proposito di verifiche che questo progetto di discarica, ora inserito nelle varianti al PUC adottato, non sia stato valutato all’interno del Rapporto Ambientale di VAS come risulta agli atti fino ad ora pubblicati nel sito del Comune. 

Aggiungiamo infine che anche si trattasse di terre e rocce di scavo da lavorazioni di cantieri vari, questi materiali sono declassificati dalla definizione di rifiuti in base ad una normativa specifica non citata minimamente dal Sindaco e in nessun atto ufficiale. D’altronde se fossero semplice terre e rocce di scavo non classificate come rifiuti non si parlerebbe di discarica ma al massimo di un riempimento o recupero ambientale

Movimento 5 Stelle Sanremo

Il M5S Sanremo commenta il monitoraggio ambientale presentato dal Sindaco di Taggia

13327446_1784847748416300_6054352999805300152_n-1Nel merito dello studio il Sindaco di Taggia nella sua conferenza stampa di presentazione afferma: “Sono stati fatti prelievi ed è stata fatta ricerca in due punti, in zona Villetta e zona Tuvi, dove sono state valutate le matrici ambientali, aria, acqua e terreno.”

Il M5S Sanremo commenta: “Questo dimostra che non siamo di fronte ad una indagine epidemiologica ma ad un classico monitoraggio ambientale sul livello di dispersione degli inquinanti nella zona. Infatti una cosa sono il livello di inquinanti rilevato rispetto ai limiti di legge, altra cosa è l’impatto sulla salute che questi producono. Insomma si confonde un sistema di sorveglianza degli inquinanti da un sistema di monitoraggio di potenziali effetti avversi sulla salute.
Premesso che come dovrebbe essere noto almeno al Sindaco e ai suoi funzionari la prevenzione sull’impatto sanitario di impianti come quello di una discarica deve essere affrontata soprattutto prima delle autorizzazioni.
Lo prevede la procedura di VIA e lo prevede la procedura di AIA, anzi quest’ultima prevede che obbligatoriamente il Sindaco territorialmente interessato emetta un parere sanitario al fine di dimostrare appunto la compatibilità sanitaria dell’impianto e indicare prescrizioni in questo senso da inserire nell’AIA o addirittura da costituire presupposto per il mancato rilascio dell’AIA come confermata dalla sentenza TAR Lazio sezione latina n.819 del 2009.
Tutto questo non solo e non tanto per un fatto formale ma per rispondere alle finalità concrete delle procedure di AIA e VIA che sono caratterizzate proprio dal principio della prevenzione del rischio ambientale e sanitario. Ovviamente questo obbligo di legge è stato violato sia dal Sindaco di Taggia che da quello di Sanremo nel caso del nuovo lotto 6.
Come insegna la epidemiologia il legame dose e’ la risposta negli impatti sulla salute di sostanze inquinanti è individuale ma soprattutto tende ad abbassarsi (aumentando esponenzialmente il rischio per la popolazione) se i nuovi inquinanti (anche in dosi più limitate) vanno ad accumularsi a quanto già esiste e nel caso del Lotto 6 stiamo parlando di altre 5 discariche mai completamente bonificate e soprattutto mai gestite con procedure post mortem ex lege, intervenute successivamente alla loro coltivazione.
A conferma della totale confusione comunicativa del Sindaco si veda la seguente frase da lui pronunciata nella conferenza stampa: “Stiamo facendo monitoraggio soggettivo su impatto odorigeno del Lotto 6 in quanto quando è entrato in funzione l’indagine era conclusa. Certo la qualità della vita sarà compromessa ma non c’è un danno alla salute delle persone”
Il Sindaco dovrebbe spiegare dove sta la differenza tra compromissione della qualità della vita e danno alla salute. “Se non è in grado glielo spieghiamo noi” come afferma il dottor Marco Grondacci giurista ambientale consulente del M5S Sanremo per il lotto 6.
Il giurista afferma: “nell’area interessata dalle 6 discariche persistono gli odori che di per se stessi e a prescindere dal livello degli inquinanti che sono legati ad essi, producono sia una compromissione della qualità della vita che un danno alla salute.
Infatti L’Arpat Toscana (vedi qui) afferma che :
“ la percezione del disagio è esclusivamente di natura personale e può anche diventare una componente di sofferenza psicologica. Una possibile riflessione generale, potrebbe portare a pensare che una prolungata esposizione ad un disturbo, può provocare una sensibilizzazione nella popolazione esposta, generando anche importanti stati d’ansia, che a lungo andare, scalzano il problema stesso, diventando la principale fonte di disturbo. Il tempestivo intervento è quindi da auspicare per contenere questa possibile risposta ansiogena, limitando la deriva e contendo così il problema all’origine.
Uno studio recentissimo commissionato dalla Regione Veneto e Provincia di Rovigo (luglio 2014, vedi QUI) ha dimostrato che la percezione dell’odore da parte degli esseri umani avviene a soglie di concentrazione nettamente più basse di quelle previste dai limiti delle autorizzazioni alle emissioni.
Il Manuale APAT (ora ISPRA, l’istituto scientifico che supporta il Ministero dell’Ambiente ma anche le Arpa regionali come la nostra Arpal), vedi QUI‐ nelle sue conclusioni fornisce affermazioni emblematiche ( e siamo nel 2003!):
“…la presenza di cattivi odori altera l’equilibrio psicofisico della persona, producendo uno stato di malessere tale da condizionarne il comportamento.Il primo effetto nocivo riscontrabile è pertanto collegato alla sensazione odorosa sgradevole che può altresì provocare delle attività riflesse a livello gastrico, salivare, cutaneo” (pagina 38 del Manuale APAT).
Insomma anche per gli odori occorreva una analisi seria sul pregresso che non è stata minimamente presa in considerazione. Tenuto peraltro conto che come dimostrano i contenziosi anche in Liguria (vedi il caso dell’impianto di Vezzano Ligure alla Spezia) anche per gli impianti più recenti che rispettano le normative più rigorose sull’impatto delle emissioni odorigene continuano a permanere enormi problemi per la popolazione residente.
Peraltro tornando allo studio presentato dal Sindaco di Taggia si fa riferimento, in relazione ai limiti di emissioni odorigene, alla delibera della Regione Lombardia citando il limite di 300 unità odometriche per gli impianti di rifiuti. In realtà questo limite è stato fissato da una delibera del 2003 ma ormai quasi sempre si impone il limite assoluto di 200 unità odometriche.
Più interessante invece sono le linee guida della Regione Lombardia del 2012, in questa parte non utilizzate dallo studio, che richiedono la redazione di mappe di impatto dove devono essere riportati i valori di concentrazione orarie di picco di odore ( non le medie dei valori massimi di 200 unità odometriche) al 98° percentile su base annuale, così come risultanti dalla simulazione, a 1, 3 e 5 unità odometriche per metro cubo di aria. Si tenga presente, afferma la Regione Lombardia, che a 5 unità odometriche il 90-95% delle popolazione percepisce l’odore.
Si riporta il ragionamento sulla importazione della percezione al di la di limiti astratti di legge poco efficaci per misura la qualità della vita dei residenti colpiti dalle emissioni odorigene.
“Concludo – afferma il dottor Marco Grondacci, – riprendendo un’altra frase del Sindaco in relazione allo studio presentato: “Chi si mette contro questo tipo di ricerca si mette contro la ricerca”.
In realtà possiamo tranquillamente affermare che non lo studio in discussione (che come monitoraggio ambientale ma non sanitario è stato svolto sufficiente bene) ma il Sindaco stesso si è messo, con le sue dichiarazioni, contro la ricerca, quella ben più autorevole e consolidata che abbiamo citato in questo nostro comunicato.
Insomma, per i 6 lotti di discarica della zona Collette Ozotto continuiamo ad attendere un vera e propria Valutazione integrata di impatto ambientale e sanitario (VIIAS)come ormai previsto dalla più recente normativa in materia di VIA VAS e AIA.
VIIAS che deve avere le seguenti finalità:
a) una valutazione della rilevanza sanitaria delle emissioni dell’impianto
b) una valutazione dello stato sanitario della popolazione interessata
c) una valutazione della evoluzione del contesto urbanistico interessato dall’impianto
d) una valutazione dei rischi di incidenti rilevanti dall’impianto.”
Inoltre il M5S Sanremo e la cittadinanza stanno ancora aspettando che vengano resi noti i risultati dell’indagine epidemiologia iniziata nel 2014, illustrata a porte chiuse a marzo 2016 in Provincia e da allora, nonostante le numerose interrogazioni del M5S, mai resi pubblici.
M5S Sanremo

Petizione contro ecomostro di Portosole: Sabato 14 Maggio raccolta firme in P.za Colombo – Sanremo

Una  struttura  che dal 2002 è uno scheletro fatiscente che irrompe in modo imbarazzante nel profilo fronte mare della città di Sanremo, un tratto della caratteristica passeggiata a mare Trento-Trieste di Sanremo, uno dei luoghi più suggestivi della riviera ligure, riducendo le aree della zona ad un ambiente di degrado e di abbandono.
Il M5S Sanremo attraverso questa petizione, rivolta al Sindaco di Sanremo, chiede di  verificare la possibilità di intimare una ordinanza urgente di demolizione ai proprietari del mostro di cemento, da effettuare a loro spese e senza soldi pubblici, al fine di preservare la sicurezza urbana e il decoro della zona.
E’ innegabile che l’eco mostro ha creato e crea un grave danno d’immagine alla città, al suo turismo e alla collettività!Dettagli della petizione:
Sabato 14 maggio in p.zza Colombo dalle ore 10 alle ore 18ci sarà un ns. banchetto dove raccoglieremo le firme per la petizione cartacea che poi consegneremo al Sindaco di Sanremo.

Durante la settimana potrete firmare nei seguenti negozi:

  • Labita, in corso Matuzia 187
  • Lifestyle, in via Gaudio 40 a Sanremo

Facciamo un grande passaparola, basta con questo ECO MOSTRO!

M5S Sanremo